Eventi e news
Sulle tracce di Pietro Vannucci detto il "Perugino" 18/03/2015
Città della Pieve è la patria di Pietro Vannucci detto “Il Perugino” (1450 ca. – 1523) uno dei più importanti pittori del Rinascimento italiano, il maestro di Raffaello. La città conserva alcune tra le sue opere più importanti come L’Adorazione dei Magi dell’Oratorio di Santa Mar ...
Dal 24 marzo 2018 il Castelluccio Palusse è anche ristorante 19/03/2018
E finalmente apriamo il nostro piccolo ristorantino. Per chi già ci conosce nelle precedenti esperienze e per chi invece ha la curiosità di vedere i nostri ambienti e gustare una cenetta intima e raffinata....da sabato 24 marzo siamo aperti.
Info e prenotazioni allo 0578.298795
Centro benessere a Città della Pieve 18/03/2015
L'oasi benessere "La Citronière" ha aperto anche ai non alloggiati. Vieni a provare il nostro centro benessere a pochi passi dal centro storico di Città della Pieve.

Regalati un momento di relax
Percorsi sensoriali esclusivi per la coppia da 90 minuti.

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Non solo Hotel. A Città della Pieve anche Residenza di lusso 18/03/2015
Relais Castelluccio Palusse è il luogo dove poter passare dei momenti unici in un contesto magico e affascinante tra storia e eccellenze.

Per soggiorni rilassanti nel verde della campagna umbra a 2 passi da Città della Pieve

Lo staff del Relais Castelluccio Palusse vi aspet ...
Il Palio dei Terzieri di Città della Pieve 08/06/2013
Nel 1250 i Terzieri vengono nominati per la prima volta nell'atto di sottomissione a Perugia quando, dopo un brevissimo intervallo di autonomia e libertà dovuto alla protezione dell'imperatore Federico II di Svevia, l'antica Castel del Pieve veniva soggiogata dalla città del Grif ...
Infiorata di S. Luigi Città della Pieve 12/02/2015
E’ dalla devozione e dall’affetto dei contradaioli del I° Terziere Casalino per il loro santo patrono San Luigi Gonzaga che ogni anno nasce l’ineguagliabile incanto dell’infiorata. Questo appuntamento, tra i più importanti che la città offre ai suoi visitatori, segna tradizionalm ...
Resort, benessere, massaggi di coppia 13/06/2015
Tutto quello che cerchi da una vacanza rilassante. Staccare la spina dal tran-tran quotidiano e rigenerarsi tra natura, bellezza e benessere.
Al Castelluccio Palusse trovi tutto questo..............
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Ristorante "Al Castelluccio" 12/04/2018
Apre finalmente il nuovo ristorantino del Castelluccio Palusse. Un piccolo e raffinato ambiente per una cena romantica, per una conviviale tra amici e per piccole cerimonie e banchetti.
Un menù in continua evoluzione con proposte che variano ogni 15 giorni e che seguono la produ ...
San Valentino tutto l'anno 07/01/2015
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STORIA
Difficile pensare che il piccolo borgo di Città della Pieve potesse avere qualche liasons con la storia di Casa Savoia, eppure questo breve racconto cercherà di farvi addentrare nel fitto intrigo degli amori di corte da cui tutto è partito.
Si narra che nella lontana Torino risorgimentale preunitaria, colui che sarebbe diventato, di lì a poco, primo Re d'Italia, Vittorio Emanuele II, alla Ragion di Stato soleva preferire le ragioni del cuore.
Era noto come il Padre della Patria, ma forse pochi sanno che tale appellativo gli fu attribuito anche in senso ironico.
Vittorio Emanuele II, infatti, ebbe così tante amanti da aver con ogni probabilità figli sparsi in ogni dove. La più importante, di certo la più amata, come rivelano le lettere a lei scritte dal Re, fu Rosa Vercellana, meglio conosciuta come la Bela Rosin.
Giovane figlia del tamburo maggiore dell'esercito reale, la conobbe a Racconigi nel 1847, regnante Carlo Alberto, quando lui aveva 27 anni e Rosa appena 14. Fisicamente, però, Rosa ne dimostrava almeno 20: aveva forme giunoniche e una femminilità prorompente, lunghi capelli castano-scuri e una vistosa frangetta.
Vittorio si innamorò della sua bellezza sana e abbondante, era la sua donna ideale. A casa, intanto, lo aspettava la magra e pallida Maria Adelaide, sposa paziente che sopportò negli anni tutte le infedeltà del Re cacciatore, senza mai ribellarsi.

Da Rosina, Vittorio si toglieva la corona e si infilava le ciabatte; con lei mangiava bagnacaoda, lumache, pollo con le cipolle e tajarin con il tartufo, che la Vercellana gli preparava personalmente.
Tra i due nacque una relazione che sfidò critiche, etichetta e differenza di casta e dalla quale nacquero Vittoria nel 1848 ed Emanuele nel 1851. I figli avuti da Rosa ebbero in Vittorio Emanuele un padre affettuoso, che li seguì ed aiutò anche da adulti; più volte il re cercò di farli accettare come eredi legittimi, ma con scarso successo.
Fu così che dopo la morte della Regina nel 1855, sposò la Bela Rosin con rito religioso, che non consentirà, però, a Rosa di diventare regina. Sposa morganatica, dunque, fu nominata anche Contessa di Mirafiori e Fontanafredda e con lo stesso decreto il Re assegnò ai figli avuti da lei il cognome di Guerrieri.

E fu proprio Vittoria Guerrieri, figlia illegittima del re e della Bela Rosin, ad essere protagonista delle cronache pievesi di fine '800.
Anche la sua vita, come quella del più famoso padre, fu costellata da numerose infedeltà coniugali e fu proprio Città della Pieve, scelta non si sa per quale strano motivo, che Vittoria eleggerà come proprio rifugio d'amore.

Sposata, per volere del padre, con il Marchese Filippo Spinola, nel 1885 fuggì nei pressi di Città della Pieve con il suo amante Paolo De Simone, di 12 anni più giovane, acquistando la tenuta e il borgo di Salci dalla famiglia Bonelli.
Prossima al borgo, era un'antica casa colonica che fece ristrutturare e trasformò in un castello neogotico, poi divenuto il Castello di Salci.
Successivamente, problemi finanziari, la costrinsero alla vendita e si trasferì più vicina a Città della Pieve, in un palazzo in Via Garibaldi e nella villa “ Rosetta “ nel viale dei Cappuccini. Poco dopo fece costruire non distante dalle mura pievesi un castelluccio neogotico che prese il nome di “ Palusse “,
vezzeggiativo piemontese con cui veniva chiamato da Vittoria il suo compagno Paolo. Nella tenuta, Vittoria, si mise ad allevare cavalli di puro sangue, bovini, suini, pecore; impiantò stabilimenti per la produzione della pasta alimentare, del sapone e delle candele, coltivava piante esotiche, gettando le basi per un colossale crac finanziario, che qualche anno dopo puntualmente avvenne.

Sommersi dalle ipoteche e braccati dai creditori, all'inizio del'900, Vittoria e Paolo cedettero il Castelluccio all'onorevole Mazza, parlamentare romano, si trasferirono a Roma in un modesto appartamento in Piazza Esedra e con il poco denaro di cui disponevano, Paolo aprì in via del Viminale “ Il Premiato Stabilimento di Floricoltura Palusse “, un negozio di fiori e sementi.
Qui la coppia visse quasi in miseria fino al 1905 quando Vittoria morì di polmonite e Paolo si suicidò.
I nipoti di Vittoria Guerrieri, fino a non molti anni fà, hanno vissuto a Città della Pieve e nel locale cimitero esiste la loro tomba di famiglia.